lunedì, agosto 03, 2009

Panni bianchi

In un angolo remoto del cuore
la coscienza si nasconde
e lo fa per amore
altro non ho
che il panno con cui vesto
le mie pallide certezze
e le carezze
le lascio vivere in umori bianchi
gesti stanchi

Ma come può
una fitta al cuore credere di essere pena d’amore?

Nell’ insieme forte di parole
la coscienza non si arma
e lo fa perché duole
altro non so
che il suono della città
con cui sposto le deviazioni
e le canzoni
le lascio vivere
in umori bianchi
gesti stanchi

Ma come può
una fitta al cuore credere di essere pena d’amore?

(Elianto - DiMarco, Gambinossi, Maroccolo)

4 commenti:

Bianca Rita Cataldi ha detto...

Meravigliosa poesia

Anonimo ha detto...

Ho lasciato molte cose dietro di me, ho lasciato cose importanti, altre futili e banali.
Spesso ho confuso il vivere con l'esistere, e spesso dal vivere sono stato deluso.
Ho viaggiato tra silenzi di spogliate colline, ho corso su sentieri di speranza e di magnificenza arcana, ho vissuto tra le rime e delle rime mi sono nutrito.
Ho gettato alle oriche i corpi che sono stato, e mi sono cibato di serpi velenose quando il pendolo batteva i rintocchi dell' oblio.
Ebbi il vento contro, e lo indirizzai altrove, piangendo la mia sconfitta.
Accudii le mille sere, e il tempo rincorse sghignazzando le orme di giganti sconfitti.
Oh dov'eri? Quale primavera ti rapì? E quale inverno ti ricondusse a me?
E tu vento, soffierai piu' forte, diventando burrasca.

Kina ha detto...

chi sei? perchè anonimo?

Fra ha detto...

L'anonimo s'è riciclato con lo stesso post in più b-log, però l'esclusiva è tua dal 3-8-2009.
Ciao ciao